La natura e Dio secondo Spinoza. Alcuni rilievi critici da un punto di vista tomistico

L’autore illustra le nozioni fondamentali della filosofia di Spinoza (sostanza, Dio e natura) e sottolinea la loro origine nel contesto storico e culturale. Egli passa poi a evidenziare il presupposto della posizione spinoziana che è individuato nell’identità di essere e pensiero. Dal punto di vista tomistico, una tale posizione mostra molte debolezze, perché non riesce a cogliere una reale distinzione ontologica tra Dio e gli enti creati. Infatti, essa non considera adeguatamente che l’ente umano conosce a partire dall’ente reale e soltanto in questo modo può giungere a scoprire la distinzione tra essere ed essenza.

Il posto di Dio nella filosofia politica. Una meta-riflessione

Nell’accostarsi al tema di Dio, i discorsi contemporanei afferenti al settore della filosofia politica rivelano spesso una certa confusione di piani: sovente è promessa una trattazione filosofico-politica, salvo poi trovarsi di fronte a modelli procedurali, analisi sociologiche, o valutazioni teologiche. Le differenti prospettive sembrano intrecciarsi inestricabilmente, così che con fatica si distingue cosa appartenga all’una e cosa all’altra. Il presente contributo intende offrire alcune considerazioni che si spera possano servire la causa della chiarezza, attraverso la disamina dei modelli e delle prospettive implicite nei discorsi contemporanei, e la meta-riflessione circa le condizioni e le prospettive adeguate entro le quali è possibile parlare di Dio nella filosofia politica.

Dio come tema della filosofia. La prospettiva della filosofia della religione

La filosofia ha il compito di ricercare razionalmente la verità su tutta la realtà. In questa ricerca, Dio emerge come tema principalmente in due campi, direttamente nella teologia naturale che è la riflessione su Dio alla luce della ragione naturale, e indirettamente nella filosofia della religione in quanto Dio è l’oggetto dell’esperienza religiosa dell’uomo. Concentrandosi sulla filosofia della religione, questo saggio fa luce sulle principali correnti di pensiero nella filosofia contemporanea della religione, chiarisce il significato della religione e riflette su Dio come oggetto dell’esperienza religiosa dell’uomo e su come l’uomo soggettivamente fa l’esperienza del divino.

San Tommaso sulle ragioni dello “stolto”

Nella sua interpretazione del primo versetto del Salmo 13 (14) san Tommaso si rifà a sant’Anselmo. Nel Proslogion questi aveva voluto mostrare che chi nega l’esistenza di Dio è “stolto” perché cerca di pensare l’impensabile. Alla luce della teoria aristotelica della scienza e dell’uso fatto da san Bonaventura dell’argomento anselmiano, la questione diventa per san Tommaso se l’esistenza di Dio sia conoscibile immediatamente. Per lui non è così e per conoscere l’esistenza di Dio l’uomo deve interrogarsi sulla causa delle cose. Tuttavia, chi si accontenta di usare le cose, senza neppure provare a interrogarsi sulla loro causa, è “stolto”.

“Lo stolto ha detto nel suo cuore: non c’è Dio”: L’ateismo nel Salmo 14

La professione di fede del salmista biblico si consolida nella comprensione di ciò che le è opposto, ossia l’ateismo. Questi, nel salmo 14, ha due dimensioni che sono i due luoghi principali della rivelazione, cioè le due categorie dell’unica fede giudaica: il creato e la storia. Il presente articolo si sofferma sul primo, partendo dalla certezza biblica che originalmente, le opere sono di YHWH. I tre primi versetti del Salmo 14 alludono a un ateismo pragmatico in quanto processo di denaturalizzazione, ossia una corruzione ontologico-oblativa. Quindi l’ateismo non è semplicemente teorico, ma soprattutto etico, in questo senso il salmo mette in parallelismo la negazione de l’esistenza di Dio e l’agire bene.

Jesus, he who is he. The Burning Bush after the empty Sepulchre

“God, he who is”, revealed himself by manifesting his Name and his Glory. Understanding the deep meaning of the words “YHWH” and “Jesus”, and the circumstances in which they were revealed, is fundamental for a better understanding of the divine nature. The Glory of God, visible in the manna. (Ex 16, 4), Sinai (Ex 24, 15), the Tabernacle (Ex 40, 34) and the Temple (2 Cro 5, 11), ceased to be so until become flesh in Christ, whose Easter illuminates the meaning of the Name of God.

XAVIER PREVOSTI. La libertad ¿indeterminación o donación?

In the interesting collection of Thomistic Studies of the recent Cor Iesu Editions a new work has been published on the perennial theme of freedom. Its author, Xavier Prevosti Vives, who presented the work as a doctoral thesis obtaining the highest qualification, delves into the study of the metaphysical foundation of «one of the most precious gifts that the heavens gave to men» as Don Quixote said . In this case, however, the travel guide will not be our literary giant but another philosophical-theological giant: Saint Thomas Aquinas.

ELISABETH KRUSE. La recepción creadora de la tradición mística en la lírica de Dámaso Alonso. ¿Un poeta metafísico moderno

La obra de Kruse, dotada de un enfoque interdisciplinar, trata de poner en diálogo la poesía de posguerra de Dámaso Alonso con la tradición mística. Logra así una novedosa relectura del poeta madrileño a partir de su recepción de la mística y del Siglo de Oro, con especial atención a San Juan de la Cruz y Luis de Góngora.

XAVIER PREVOSTI. La libertad ¿indeterminación o donación?

En la interesante colección de Estudios tomistas de la reciente Ediciones Cor Iesu se ha publicado un nuevo trabajo acerca de perenne tema de la libertad. Su autor, Xavier Prevosti Vives, que presentó la obra como tesis de doctorado obteniendo la máxima calificación, se adentra en el estudio de la fundamentación metafísica de “uno de los más preciosos dones que a los hombres dieron los cielos” al decir de Don Quijote. En este caso, sin embargo, el guía de viaje no será nuestro gigante literario sino otro gigante filosófico-teológico: Santo Tomás de Aquino.

SERGE THOMAS BONINO. Saint Thomas d’Aquin, lecteur du Cantique des Cantiques

Tomás de Aquino no comentó el Cantar de los Cantares, pero sus obras y su propia experiencia espiritual manifiestan una profunda asimilación de esas páginas tan enigmáticas de la Biblia. Serge-Thomas Bonino, uno de los mayores exponentes del tomismo contemporáneo, aprovecha la presencia del Cantar en los escritos del Aquinate para ofrecer un penetrante estudio acerca del uso que teólogo medieval hace de algunos temas o imágenes del libro sagrado.

La Unidad de la Iglesia en la obra de Carlos Alberto Sacheri. A 25 años de la Ut unum sint de San Juan Pablo II

En la Carta Encíclica Ut unum sint, san Juan Pablo II recuerda que:
«Jesús mismo antes de su Pasión rogó para “que todos sean uno” (Jn 17, 21). Esta unidad, que el Señor dio a su Iglesia y en la cual quiere abrazar a todos, no es accesoria, sino que está en el centro mismo de su obra. No equivale a un atributo secundario de la comunidad de sus discípulos. Pertenece al ser mismo de la comunidad. Dios quiere la Iglesia, porque quiere la unidad y en la unidad se expresa toda la profundidad de su ágape.»

Bibliografía tomista hispánica del año 2019

Continuando el repertorio iniciado hace siete años1, en este número de Espíritu recogemos la bibliografía tomista hispánica del 2019. Con el adjetivo “hispánico” especificamos que este catálogo recoge las publicaciones en cualquiera de las lenguas nacidas en la antigua Hispania: castellano, portugués y gallego, catalán y vascuence

IN MEMORIAM María Celestina Donadío Maggi de Gandolfi

El lunes 17 de agosto de 2020 partió para la casa del Padre María Celestina Donadío Maggi de Gandolfi, conocida por sus amigos, colegas y alumnos, entre los que me cuento, como Marycel. Se trata de una gran pérdida para sus amigos y familiares, pero también para la academia y, muy especialmente, para el tomismo de habla castellana, que echará de menos su ímpetu y su fortaleza a la hora de difundir el pensamiento del Aquinate