Tomismo essenziale e filosofia neoclassica a confronto. Cornelio Fabro e Gustavo Bontadini
Autor:
Dario Sacchi
Localización:
Espíritu: ISSN 0014-0716, ISSN-e 2938-3994, Año 73, Nº. 167, 2024, págs. 13-30
DOI:
https://doi.org/10.63534/2938-3994.167.2024.13-30.sacchi
Idioma:
Italiano
Abstract:
I due pensatori esaminati nell’articolo sono rispettivamente gli esponenti più significativi di due importanti tendenze che nel secondo Novecento hanno dominato il dibattito fra i cultori della metafisica classica in Italia: da una parte la concezione, sicuramente più fedele alla lettera del tomismo, dell’essere come perfezione di tutte le perfezioni, in quanto tale trascendentale e analogica, dall’altra l’univocità di una nozione di essere fondamentalmente equiparata a quella di esistenza. Quale delle due tendenze appare oggi più idonea a fronteggiare le critiche moderne e contemporanee alla metafisica? Pregi e limiti sono rinvenibili in entrambe, ma forse non sarebbe impossibile approdare a una formulazione del sapere metafisico in grado di superare talune rigidità finora presenti nell’una e nell’altra impostazione.
Palabras clave:
Cornelio Fabro, Gustavo Bontadini, metafisica classica.
